White Sound

Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, in collaborazione con la Direzione Generale Spettacolo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, nell’ambito del progetto “Vivere all’italiana sul palcoscenico”.

Una produzione Teatro in Fabula / Il Teatro nel Baule

scritto, diretto e interpretato da Melissa Di Genova e Simona Di Maio

disegno luci: Dimitri Tetta
scene: Francesco Felaco
costumi: Gina Oliva
ambientazioni sonore e elementi scenici: Simona Di Maio e Melissa Di Genova
assistente alla regia: Giovanni Sbarra
raccolta testimonianze: Roberta Niero
voci registrate: Andrea Caianiello, Antonio Di Vaio, Margherita Giustolisi, Enrico E.Variál, Antonio Piccolo, Peppe Villa, Giorgio Vitrani
voce registrata finale: Carmela Perillo
foto di scena: Francesca De Paolis / Alessandro Musone

Si ringraziano Lorenzo Montanini, Isabel Albertini, Luis Bernard e Santy Masciaró per il sostegno e il supporto creativo nella fase di nascita di “White sound” e Carmela Perillo, Alma Colicchio, Rosa de Lucia, Gabriella Scudiero e tutti i bimbi dei laboratori del Teatro nel Baule per la partecipazione alle interviste.

Per assistere allo spettacolo è necessario indossare le cuffie

debutto online:
marzo 2021, in occasione della pubblicazione dei progetti vincitori di “Vivere all’Italiana” promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

debutto:
3 dicembre 2022: Teatro Rostocco, Acerra (NA)

repliche:
4 dicembre 2022: Teatro Rostocco, Acerra (NA)
10 dicembre 2022: Teatro 99 Posti, Mercogliano (AV)
11 dicembre 2022: Palazzo Fazio, Capua (CE)
15-16 aprile 2023: Teatro Mascheranova, Pontecagnano (SA)
22 aprile 2023: Nostos Teatro, Aversa (CE)

Presentazione

Il progetto nasce dal desiderio di raccontare due eventi naturali che hanno interessato il nostro vissuto nell’ultimo anno: la perdita di una nonna e l’arrivo di una nuova vita. La simultaneità di questi due accadimenti non ci è sembrata un caso. Abbiamo assistito alla crescita naturale di un essere umano che si affaccia alla vita e allo spegnersi di un’altra, prendere la stessa strada. La vecchiaia e l’infanzia, età anagraficamente distanti tra loro, ci sono sembrate incontrarsi in un punto non definito. Un punto senza tempo e senza spazio. Così nasce la nostra storia, la storia di Lucia De Rosa. Per costruire la drammaturgia, abbiamo ascoltato le donne anziane e i bambini che hanno risposto alle nostre domande sui ricordi. Grazie a loro, abbiamo costruito gli episodi di vita raccontati nello spettacolo, potendo arricchire la nostra ricerca, con l’immaginazione e la fantasia tipiche dell’infanzia. La dimensione del ricordo è completamente affidata alla sensorialità e al lavoro realizzato sui suoni, ricostruiti come richiamo, evocazione, stimolo, musica, fino a trovare l’origine: il White Sound. Il suono bianco, anche conosciuto come White Noise, è un suono continuo che si usa per far addormentare i neonati. La storia si articola in racconto sonoro con l’utilizzo del binaural microphone. La forza della tridimensionalità del suono che diventa materico apre lo spazio scenico all’immaginazione di ogni singolo spettatore.

Note di regia

“Avete mai sentito parlare di linee parallele del tempo? In quelle linee, ci sono gli avvenimenti che sono rimasti nell’aria, sospesi, vaganti, senza casa. Raccoglieremo i resti, le soste e le tappe della vita come frammenti di uno specchio rotto.”
White Sound è il racconto della vita di una donna straordinaria: Lucia De Rosa, detta Rusell ‘e magg’. Lucia non ha più un’età attraverso cui definirsi, i suoi oggetti non le appartengono più, non ha volti da riconoscere, neanche il suo. Cerca qualcosa di importante a cui non sa dare nome. Ad aiutare Lucia nella ricerca del qualcosa smarrito, c’è una bambina che irrompe sulla scena, invadendo la sua casa. E’ l’arrivo della bambina a stimolare la memoria di Lucia, ad aprire le porte che danno accesso al ricordo. Gli oggetti da cui è circondata, i suoni, i sapori, gli odori sono le tracce del suo passato. È da qui che inizia il viaggio, attraversare ancora una volta la vita fino ad arrivare all’età felice, l’infanzia. L’inizio di tutto. Ad accompagnare il viaggio-racconto, due bizzarri scienziati che introducono e argomentano ciò che accade al cervello nel momento in cui una malattia neuro-degenerativa o il tempo ne compromettono le funzionalità. La creazione del ricordo è, invece, affidata alle voci, ai suoni e alle musiche di cui lo spettatore fa esperienza immersiva, grazie al binaural microphone, microfono in grado di riprodurre la tridimensionalità del suono come percepita dall’orecchio umano.