Al Teatro Serra “Incontri ravvicinati con il Signor G”

_INCONTRI RAVVICINATI CON IL SIGNOR G._COPERTINA FBFoto di scena

Incontri ravvicinati con il Signor G
 da Gaber – Luporini al Teatro Serra di Napoli

16-18 novembre 2018

con Antonio Piccolo

drammaturgia e regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo

assistente alla regia: Melissa Di Genova | foto di scena: Tiziana Mastropasqua
addetta stampa: Gabriella Galbiati | progetto grafico: Riccardo Teo

“Certo, cercavo di capire cosa fosse Lui per me, ma non sapevo più neanche se esisteva, o se era tutto nella mia immaginazione.
Sentivo solo che era…qualcosa di enorme. Era tutto: il bene, il male, il mistero, l’universo, la mia vita, me stesso, tutto… “

Dal 16 al 18 novembre 2018 al Teatro Serra di Napoli (quartiere Fuorigrotta) è di scena Incontri ravvicinati con il Signor G da Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo portano in scena l’allegoria dei bisogni di un’intera umanità, che trova il suo alter ego in un animaletto grigio.

Sinossi: Un artista in crisi per la mediocrità della propria vita decide di allontanarsi da tutte le sirene del mondo, in cerca di silenzio e di indipendenza. Trasloca in una casa di periferia tutta bianca, circondata dal verde: l’ideale per rimettere a posto i pensieri e raddrizzare la strada di fronte a sé.
L’isolamento si rivela però un’illusione. Innanzitutto, i suoi propositi sono disturbati dall’osservazione della villetta accanto; in più, è continuamente disturbato dalle visite della compagna, della ex fidanzata, del fratello e di chissà chi altro. E poi, compare un topo. Grigio. Un topolino di campagna? Forse. Ma incredibilmente tenace e intelligente. La sua resistenza a tutte le trappole e tutti i marchingegni ne ingigantisce l’importanza, tanto da trasformarsi da fuggitivo in persecutore.
E i pensieri? Chi li rimette a posto? Dov’è l’isolamento? Dove il sogno di indipendenza?

QUANDO
16, 17 e 18 novembre 2018
venerdì e sabato ore 21, domenica ore 19

DOVE
Napoli – Teatro Serra
via Diocleziano, 316

INFO E PRENOTAZIONI
tel.: 334.508.30.92 | mail: teatroserra@gmail.com | facebook: @teatroserra

Corsi di Teatro a Montella! OpenDay il 10 novembre

laboratori montella

Teatro In Fabula apre a Montella (AV) le iscrizioni ai Corsi di Teatro per ragazzi e per adulti 2018/19, diretti da Melissa Di Genova e Antonio Piccolo.

OPEN DAY: 10 NOVEMBRE 2018

1ª lezione di prova gratuita!

DOVE
“Centro Studi Danza” a via Don Minzoni n.58, Montella (AV)

A CHI SI RIVOLGE
adolescenti (11-13 anni); ragazzi e adulti (14 anni in su)

DOCENTI
Melissa Di Genova, Antonio Piccolo, Giuseppe Cerrone

MATERIE
Recitazione, Voce e Respirazione, Dizione, Linguaggio del Corpo, Movimento Scenico, Improvvisazione, Interpretazione del Testo

QUANDO
da Novembre a Giugno/Luglio, tutti i sabati
ore 15/17:30 (adolescenti 11-13 anni)
ore 17:30/20 (ragazzi e adulti dai 14 anni in su)

INFO
tel. 327.855.93.22
info@teatroinfabula.it
facebook: @teatroinfabula
www.teatroinfabula.it

“Hémon”: tradotto in francese “Emone” di Antonio Piccolo!

hémon

1559588476Dopo un accurato lavoro di più di un anno, la Maison Antoine Vitez Centro Internazionale di Traduzione Teatrale con sede a Parigi – pubblica sul proprio sito l’esito felice di “Hémon. La tragédie de Antigone selon le conte de le amoureux”, traduzione di “Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato”  di Antonio Piccolo (Einaudi, 2018).

L’opera – vincitrice del Premio PLATEA per la Nuova Drammaturgia nel 2016 – è stata tradotta da Emanuela Pace, attrice, drammaturga, traduttrice e studiosa francese.

maison_antoine_vitez@2xL’esperta Emanuela Pace si è audacemente lanciata nell’impresa di tradurre la neo-lingua di Piccolo e, per farlo, non ha potuto non tenere conto della propria pratica del palcoscenico e dell’amore per l’italiano, lingua dei suoi genitori.
L’italiano, il napoletano e il francese hanno storie molto diverse e, dunque, si sono poste spinose questioni sulla trasposizione del dialetto, dei registri alto-basso, dei neologismi eccetera.
La traduzione ha richiesto lunghe riflessioni, testardi tentativi e ripetute interviste direttamente all’autore, ma il risultato ha soddisfatto felicemente la Maison Antoine Vitez.

Si legge dal sito:

«La scelta del linguaggio di scrittura di Antonio Piccolo è fondamentale nella costruzione del suo pezzo. (…) Per cercare di far “sentire” e far esistere questa teatralità in francese, bisogna essere attenti alla costruzione della frase in Piccolo, al suo lessico, alla sua poesia e al suo ritmo. Volevo lavorare il più vicino possibile alla struttura sintattica originale; esplorare immagini, etimologia, mutui diversi, neologismi; gioca su occorrenze, registri e lacune. In breve, il gioco con la lingua francese era in ogni modo ispirato al gioco e al fascio di riferimenti creato dall’autore italiano».

A questo punto, non ci resta che sperare che anche la versione francese di “Emone” veda presto la strada del palcoscenico!

Per tutte le altre informazioni, rimandiamo al link ufficiale della Maison:

https://www.maisonantoinevitez.com/fr/bibliotheque/hemon-1062.html

“Pulcinella e la scatola magica” al Giffoni Film Festival

locanfina giffoni film festival

Si terrà il 23 luglio 2018 a Piazzetta Scarpone di Giffoni Valle Piana (SA), nell’ambito del Giffoni Film Festival 2018 – sezione Giffoni Street Fest – lo spettacolo “Pulcinella e la scatola magica”, produzione Teatro In Fabula.

Già rappresentato in piazze, cortili, feste, scuole, lo spettacolo è adatto a bambini dai 3 ai 103 anni. Dalle note di Melissa Di Genova e Antonio Piccolo, autori ed interpreti dello spettacolo:

Pulcinella, dunque, è ancora vivo? Può ancora comunicare qualcosa a chi assiste alle sue avventure?
Noi lo abbiamo affrontato con la riverenza che una storia centenaria richiede, facendo tesoro dei nostri studi corporei e mimici, come delle letture storiche, tecniche, filosofiche; ma anche con l’audace ingenuità che hanno i bambini, che si tuffano nell’azione facendosi semplicemente guidare dalla forza spiritica della maschera, che forse è tutto ciò che essa richiede.
Il risultato è una serie di avventure coinvolgenti, costruite con la tecnica dei canovacci della Commedia dell’Arte – anzi, della Commedia all’Improvviso -, in cui ritmo, trucchi artigianali e l’interazione con il pubblico (calibrata con mestiere) fanno esplodere tutto il potere di Pulcinella: una forza ancestrale, universale, priva di formalismi o sovrapposizioni intellettualistiche, che sa giocare con i cliché, scendendo molto al di sotto della loro superficie.
Sì, Pulcinella è vivo. Sì, comunica ancora ai suoi spettatori.
Sono loro ad avercelo detto”.

Guarda anche: scheda spettacolo | foto di scena

QUANDO
23 luglio 2018
ore 19.00

DOVE
Piazzetta Scarpone
Giffoni Valle Piana (SA)

INFO E PRENOTAZIONI
www.giffonifilmfestival.it
INGRESSO GRATUITO

Su Otternative intervista ad Antonio Piccolo

Sulla rivista online Otternative, il 26 aprile è stata pubblicata un’intervista ad Antonio Piccolo, da parte di Andrea Zangari. Il link all’intervista è qui.
Di seguito, riportiamo per completezza il pezzo integrale.

 


 

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ANTONIO PICCOLO: “La drammaturgia è come uno spartito: viene scritto per essere suonato”

Tempo di lettura: 4 minuti

_MMM2012-001Antonio Piccolo, napoletano, classe ’87, è un attore, regista, drammaturgo, saggista e docente, che sta ottenendo grande successo grazie al suo modo di giocare con il teatro, fondendo le tante esperienze multimediali accumulate nel tempo. L’abbiamo incontrato dopo aver visto il suo Emone, una riscrittura molto particolare dell’Antigone di Sofocle.

Ciao Antonio, benvenuto su Otternative! Mi piacerebbe rompere il ghiaccio facendoti partire da un ricordo legato alla tua vita nel teatro, qualcosa che ti viene in mente ora se smetti di pensare e lasci andare la memoria. Qualcosa che vorresti condividere coi lettori.
Ho tre anni o qualcosa del genere. È una serata allegra. Sono in Piazza della Prefettura a Potenza, il paese di mia madre, e guardo insieme alla mia famiglia uno spettacolo di guarattelle. Canovacci classici, credo, con Pulcinella, il Diavolo, un mago eccetera. Alla fine sono così incantato che costringo i miei a comprarmi alcuni di quei burattini. Nei miei giochi d’infanzia li consumerò. Uno è entrato addirittura in Pulcinella e la scatola magica, un recente lavoro di Teatro In Fabula, la mia compagnia. Credo sia cominciato tutto da quella sera lì, anche se poi ho cominciato a recitare solo a diciassette anni.

Possiamo partire proprio da queste maschere, per tracciare una linea attraverso la tua formazione. Quali sono state le tue infatuazioni teatrali? Hai seguito un percorso accademico? Quali sono i tuoi miti, i tuoi riti, i tuoi riferimenti?
Le mie infatuazioni sono in adolescenza, e non riguardano solo il teatro, ma anche la musica, la letteratura, il cinema, lo sport. Ho imparato prima a suonare, poi a fare teatro. Nel periodo dell’innamoramento per De GregoriSaramagoNanni Moretti Maradona ho un altro ricordo: io che gioco a calcio con una palla di gomma, dentro casa, mentre con un occhio guardo ininterrottamente le commedie di Eduardo De Filippo in televisione. Volendo parlare di riferimenti, quello a cui torno più facilmente ancora oggi è lui: Eduardo.
La mia formazione è disordinata: ho studiato recitazione, mimo, canto, drammaturgia, con metodi abbastanza diversi. Solo la pratica del mestiere ha potuto collegare queste esperienze. A diciannove anni ho preso parte come attore al mio primo spettacolo professionista. Non vorrei essere banale, ma credo che proprio la pratica del palco sia stata la mia scuola principale.

IMG_7361Una domanda marzulliana: cosa deve avvenire nell’esperienza che chiamiamo teatro? Esiste un vero ambito definitorio?
Non posso parlare per tutti: posso dirti quello che deve avvenire per me. Quando esco dal teatro – da attore o da spettatore – voglio ritrovarmi con uno stato vitale più alto di quando ci sono entrato. Una voglia di vivere maggiore! Ciò non vuol dire che gli spettacoli devono essere necessariamente “ottimisti” o “a lieto fine”, ma che devono essere messi in scena con generosità e cuore aperto. Generosità vuol dire anche intensità, rigore, precisione e fatica. Cuore aperto significa svelare sinceramente qualcosa di sé, nel profondo, senza essere necessariamente autobiografici.

Quali sono le tendenze, le strade contemporanee del teatro cui guardi con più curiosità?
Il teatro che ruota intorno all’attore, ossia all’essere umano, com’era quello di Eduardo, com’è quello di Arturo CirilloToni ServilloMusella/Mazzarelli e molti altri, mi fa venire una voglia di vivere maggiore.
Il teatro che ruota intorno alla scenografia, le luci, i segni registici, le citazioni, gli effetti speciali mi fa venire voglia di correre a bere una birra per consolarmi.

Posso dire che il mio “stato vitale” dopo aver visto Emone era più alto. E che Eduardo si sentiva, forte e chiaro. Da dove sei partito per scriverlo? È venuta prima l’idea “letteraria” o la “scena”, veduta e trasposta?
Sono contento che l’effetto per te sia stato questo! L’idea parte da lontano, anche se in modo embrionale. Il mito di Antigone mi ha colpito al liceo; dopo i vent’anni avevo quest’idea di riscrittura in napoletano, che proponevo ad amici drammaturghi. Non so bene perché. Poi, a forza di riflettere, ho scritto una stesura del mito, ma con un nuovo punto di vista. Emone, nella mia reinvenzione, è finalmente la possibilità di conciliare le ferme prese di posizione che nei testi greci portano alla tragedia. Insomma, sono partito dal contenuto: Emone è l’utopia. È evidente, però, che il mio pensiero era alla scena. Quest’idea aveva bisogno della sua forma, e la forma con cui io lavoro è il teatro. La drammaturgia è come uno spartito: viene scritto per essere suonato.

Hai detto che ami un teatro che mette l’attore al centro: in Emonequesto si sente moltissimo, ma si vede anche un rigoroso e intenso esercizio della parola. Come si incontrano, allora, il testo, che almeno in parte sta a monte, e la realtà vitale dell’attore?
Il contenuto da solo non basta. Infatti, la prima versione di Emone era in italiano, e non suonava per niente. Dopo mesi che era nel cassetto, mi è scattata una scintilla. Praticando personalmente, come attore, la lingua de Lo cunto de li cunti di BasileLu santo jullare Francesco di Fo e altri, ho sentito che quello era il sound da cui partire. L’ho filtrato a mio modo, semplificandolo, perché volevo che fosse abbastanza comprensibile anche per un milanese. A proposito della “realtà vitale dell’attore”, è accaduto un fenomeno interessante: nel riscrivere il testo in questo nuovo napoletano, nel rileggerlo ad alta voce… i personaggi hanno per forza di cose mutato fisionomia e persino la trama è andata via via cambiando! Forme e contenuti non possono ignorarsi: la mia non è né un’operazione filosofica, né un’operazione letteraria. Del resto, io sono un attore che scrive, non uno scrittore che recita.

Con Emone hai vinto un premio importante e sei stato pubblicato con Einaudi. Un bellissimo traguardo. Come ti fa sentire?
Mi fa sentire più fiducioso. Il premio PLATEA è la classica occasione per cui uno pensa: “figurati se lo danno a me, già sanno a chi darlo”. Posso dire serenamente che non conoscevo nessun giurato e che da sempre bazzico altri circuiti teatrali. Questo riconoscimento improvviso è uno sprone non solo per me, ma per tutti gli artisti che fanno bene il loro mestiere senza la giusta attenzione. Siamo in tanti e, secondo me, se trascorriamo il tempo a fare, più che a lamentarci, lo spendiamo meglio. Non voglio peccare di falsa modestia: so che Emone è un testo bellissimo, e l’ho sempre saputo, prima di ricevere il premio. So anche che con Teatro In Fabula facciamo un lavoro pregevole, rigoroso e comunicativo già da qualche anno. Spero che il premio abbia una ricaduta professionale su tutta la compagnia ma, se non dovesse accadere o accadesse solo in parte, continueremo a fare il nostro teatro con generosità e a cuore aperto.

leopardiLasciamoci con un gioco: se fossi un personaggio teatrale, maschera, eroe greco, o carattere shakespeariano che sia, chi saresti?
Me la servi su un piatto d’argento… Emone! A chi credi che pensassi quando l’ho scritto? Tra me e lui c’è una sola ma sostanziale differenza: io, di fronte all’ottusità di chi continua a creare conflitti, a un certo punto mi rassegno; lui, da buon personaggio tragico, si toglie la vita. Probabilmente, è meglio insistere e ricominciare ogni volta da zero, ma come idea letteraria è poco efficace.

Grazie Antonio, spero di rivedere presto i tuoi lavori, nuovi o ripresi, in scena.
Grazie a te per le domande attente e a Otternative. Speriamo di incontrarci presto!

Antonio Piccolo parla di “Emone” alla Federico II

locandina-piccoloIn occasione del debutto al Teatro San Ferdinando di “Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato” (Einaudi, 2018), Antonio Piccolo (attore, regista, drammaturgo) parlerà agli studenti dell’Università di Napoli Federico II di questo suo primo lavoro drammaturgico, vincitore nel 2016 del Premio per la Nuova Drammaturgia italiana promosso dalla Fondazione PLATEA, il giorno mercoledì 21 marzo alle ore 13.
L’incontro, curato da Francesco Cotticelli (docente di Storia del Teatro) e Mariano d’Amora (docente di Drammaturgia Teatrale), sarà moderato da Ettore Massarese (docente di Discipline dello Spettacolo Teatrale).

Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Studi Umanistici

Corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo

QUANDO
mercoledì 21 marzo 2018
ore 13.00

DOVE
Aula 811
via Marina, 33 – Napoli

COME
ingresso libero

Einaudi pubblica “Emone” di Antonio Piccolo

È in libreria "Emone" di A.Piccolo per Einaudi

"Emone" di A.Piccolo in libreria per Einaudi!

È in libreria il testo vincitore della prima edizione del Premio Platea (2016), Emone, di Antonio Piccolo, edito da Einaudi nella collana Collezione di teatro. Il giovane autore napoletano rivisita il mito di Antigone da un punto di vista che non era mai stato considerato: quello del figlio di Creonte, Emone appunto, promesso sposo dell’eroina di Sofocle. L’originale riscrittura del mito viene inoltre allestita grazie a una coproduzione fra tre teatri nazionali (Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale) per debuttare al Teatro San Ferdinando di Napoli dal 20 al 25 marzo, e poi andare in scena al Teatro India di Roma dal 10 al 15 aprile, all’Arena del Sole di Bologna dal 17 al 22 aprile e al Teatro Gobetti di Torino dal 24 al 29 aprile. L’opera – sottotitolata La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato – attraversa tutti i generi teatrali, dalla commedia alla farsa, alla tragedia, sul ritmo di un fantasioso e affascinante dialetto napoletano che mescola alto e basso, registri letterari e popolari, lirismo e comicità. Il mito rivive così nella sua sostanza più autentica, specchio antico e rinnovato per parlare allo spettatore d’amore, di politica, di rapporti tra padri e figli. Un testo che sfida i parametri consueti del teatro contemporaneo riuscendo a sorprendere, divertire e commuovere.

Leggi un estratto (sito einaudi.it)

Emone – La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato
2018-  Collezione di teatro
pp. VIII – 72
ISBN 9788806237196
einaudi.it

“All’apparir del vero”: replica straordinaria il 19 novembre

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Dopo il successo riscontrato nelle repliche del 10, l’11 e il 12 novembre 2017, si è fissata una replica straordinaria dello spettacolo “All’apparir del vero. Dialogo di Giacomo Leopardi e della Morte”, domenica 19 novembre (ore 19), sempre al Teatro Serra di Napoli, in via Diocleziano n.316.

Così scrivono i direttori artistici del teatro: «Non ce l’abbiamo fatta. A finirla qui, intendo. A quanto pare non ci sono bastati tre giorni per sviscerare il caleidoscopio di emozioni e bellezze varie in cui ti fa precipitare “All’apparir del vero”, di Antonio Piccolo con lui medesimo e con Melissa Di Genova.
Domenica 19 Novembre alle sette della sera, andrà in scena la quarta replica di questo solfeggiato spettacolo.
Il buon Leopardi è intento allo scrittoio; l’ispirazione gli tiene compagnia. Finestre di fantasia lasciano presagire un incauto imbrunire. La costante solitudine che allevia l’esistenza si crogiola dietro un sipario, lanciando onirici sacchi di iuta.
L’immortale poesia che non muore. Milioni di anni e milioni di vite rassettano un ideale fatto di carne ed ossa. E un morbido crine di ricci.
Vi prego, non ve lo perdete»
.

Uno spettacolo che mescola toni brillanti e momenti di commozione, realtà e finzione, riferimenti storici e invenzioni surreali, con una ricerca letteraria mai fine a se stessa. Non a caso, l’opera si è aggiudicata il III posto al Premio nazionale di drammaturgia Scena&Poesia, e per l’occasione è stato pubblicata in un volume da Ladolfi Editore.

Guarda anche: scheda spettacolo | trailer | foto di scena

QUANDO
19 novembre 2017
ore 19

DOVE
Napoli – Teatro Serra
via Diocleziano, 316

INFO E PRENOTAZIONI
tel.: 334.508.30.92 | mail: teatroserra@gmail.com | facebook: @teatroserra

“Le 95 tesi” al Teatro Gobetti di Torino il 5 giugno

locandina TORINO

Sono passati 500 anni da quando Martin Lutero presentò le sue 95 tesi affiggendole sul portale della chiesa del castello di Wittenberg. Si tratta di un evento che ha cambiato il mondo e rappresenta un anniversario che nel 2017 verrà ricordato non solo nelle città luterane di Wittenberg e Eisleben, ma in tutto il mondo. Anche a Torino sono in programma  diverse iniziative.

Con  la drammaturgia e la regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo, andrà in scena il 5 giuno 2017, alle ore 20.45 al Teatro Gobetti in via Rossini 8 a Torino, lo spettacolo: “Le 95 tesi, una storia di Lutero” .

Interpreti: Mario Autore, Giuseppe Cerrone, Aniello Mallardo, Alessandro Paschitto, Antonio Piccolo.

Con il patrocinio della Presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento della gioventù, lo spettacolo è un’iniziativa del progetto “Napoli città giovane – i giovani costruiscono il futuro della città”, promossa dall’assessorato  alle politiche giovanili e realizzata dall’associazione “Teatro in Fabula” .

Per tutte le info e le prenotazioni, si può contattare direttamente la Comunità Evangelica Luterana di Torino, promotrice dell’iniziativa, al numero di telefono 011.43.41.609 oppure all’indirizzo mail gb.torino@gmail.com.