“Le 95 tesi. Una storia di Lutero”: tour 2017

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Sono passati 500 anni da quando Martin Lutero presentò le sue 95 tesi affiggendole sul portale della chiesa del castello di Wittenberg. Si tratta di un evento che ha cambiato il mondo e rappresenta un anniversario che nel 2017 verrà ricordato non solo nelle città luterane di Wittenberg e Eisleben, ma in tutto il mondo.

Per l’occasione, la compagnia napoletana Teatro In Fabula avrà l’onore di portare in giro per l’Italia un’opera su cui ha lavorato fin dal 2013 e che ha debuttato due anni fa al Teatro Bellini di Napoli, in occasione della prestigiosa vittoria del bando comunale “Napoli Città Giovane: i giovani costruiscono il futuro della città”: LE 95 TESI. UNA STORIA DI LUTERO, uno spettacolo scritto e diretto da Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo.

Ecco le date del tour:

14 MARZO
VERONA
Teatro Camploy
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18 MARZO
FIRENZE
ex Teatro dell’Accademia dei Solleciti
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3 GIUGNO
MILANO
Teatro Dal Verme
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5 GIUGNO
TORINO
Teatro Gobetti
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Inoltre, avrà la fortuna di rappresentare lo spettacolo anche per gli studenti delle scuole secondarie di II grado di Verona, in due repliche mattutine a loro riservate: un privilegio per una compagnia come Teatro In Fabula, che ha tanto a cuore il punto di vista dei più giovani.

Il cast di questa edizione de Le 95 tesi. Una storia di Lutero vedrà in scena Mario Autore, Aniello Mallardo e Alessandro Paschitto, oltre agli stessi registi Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo.

Link spettacolo | Foto di scena | Trailer | Rassegna stampa

Le parole e i fatti

Crediamo sia nostro dovere civico testimoniare la serietà e la solerzia del Comune di Napoli, che ha elargito il compenso che ci spettava per la vittoria del bando “Napoli Città Giovane” in tempi più che ragionevoli.
Un evento ancor di più encomiabile se paragonato alla nostra esperienza con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento che, per la nostra partecipazione all’edizione 2011 del Benevento Città Spettacolo, non ci ha ancora elargito – dopo ben quattro anni – un compenso quasi sette volte inferiore.

“Teatro”, “cultura” e “giovani” sono bellissime parole.
Nella vita, però, contano di più i fatti.

Teatro In Fabula

Foto di Tiziana Mastropasqua

Teatro in Fabula su Chiaia Magazine

A ridosso del nostro quinto compleanno, sul numero di maggio/giugno 2015 della rivista Chiaia Magazine, Lidia Girardi scrive un ritratto di Teatro In Fabula.


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Nel «Teatro in Fabula»

Molto spesso il caso sceglie prima di noi ed è quello che è successo ad un gruppo di giovani attori napoletani conosciutisi all’interno del Laboratorio Teatrale Permanente del teatro Elicantropo di Napoli diretto da Carlo Cerciello. I gusti molto simili, l’amore per i giochi di parole ed un certo tipo di comicità hanno portato Raffaele Ausiello, Giuseppe Cerrone, Stefano Ferraro, Aniello Mallardo e Antonio Piccolo a dare vita ad un progetto teatrale chiamato “Teatro in Fabula”. Quando nel 2010 si sono formati, nel senso burocratico del termine, la loro unione era già consolidata da anni di collaborazioni e si è quindi dato un nome ad una realtà che preesisteva già da tempo. Plasmatisi sotto l’ala di Carlo Cerciello continuano a considerare quest’ultimo il loro mentore e, come ci racconta uno di loro, Antonio Piccolo, “Cerciello resta il nostro maestro in concreto, ma non lo imitiamo. Ci separano anni e gusti diversi, ma si vede che noi cinque apparteniamo tutti alla sua scuola”. Si definiscono “amanti perversi della parola” e la sintonia che regna in Teatro in Fabula li ha sempre portati a poter prendere serenamente le decisioni riguardo alle scelte artistiche del gruppo: “Non ricordo che abbiamo mai preso una decisione per alzata di mano, ne parliamo insieme e c’è sempre uno che riesce a convincere gli altri” dichiara Piccolo e ormai la loro intesa si è rinsaldata per mezzo dei tanti spettacoli messi in scena.

Foto di Tiziana Mastropasqua

Foto di Tiziana Mastropasqua

Hanno spaziato da “Il povero Piero” di Campanile a “Serafino Gubbio operatore” di Pirandello e ancora “Sogno di una cosa. Teatro canzone su Luigi Tenco” allo spettacolo che porteranno in scena il prossimo anno su “Il Grigio”, racconto teatrale di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. L’amore per il cantautorato italiano nasce, come ci rivela Piccolo, da una passione personale coltivata tra i vari componenti di “Teatro in Fabula”. La dedizione con cui questo gruppo di attori si dedica al proprio lavoro è tangibile in ogni loro spettacolo: nulla è lasciato al caso, lo studio e l’impegno sono i pilastri dei lavori di veri cultori del teatro come loro. Quest’anno hanno vinto un Bando under 35 indetto dall’Assessorato ai Giovani del comune di Napoli con “Le 95 Tesi. Una storia di Lutero” e hanno così avuto la possibilità di metterlo in scena al Teatro Piccolo Bellini. Tenteranno di riproporre questo spettacolo anche in futuro con spazi che ben si adattano alla natura dell’opera così come da loro concepita. Sulla difficoltà di fare teatro a Napoli, Antonio Piccolo ritiene che questa sia ancora una delle capitali italiane e continua ad essere una città particolarmente attiva dal punto di vista teatrale anche se il problema economico, la mancanza di fondi e, in particolar modo, l’assenza di operatori teatrali che scoprano i nuovi talenti della scena nostrana continuano ad essere un problema sensibilmente avvertito da chi ha fatto dell’amore per l’arte e per il teatro il proprio lavoro. I componenti di “Teatro in Fabula” si tengono ben lontani, però, dai compromessi legati alle difficoltà esistenti; pensano, infatti, che a lungo andare sarà l’integrità ad essere premiata mantenendosi fedeli ai loro gusti personali. Tanti i progetti che hanno visto o vedranno la luce: tra questi il film indipendente “L’Evento” diretto da D’Amelio e la volontà di utilizzare il teatro non solo per fini teatrali in senso stretto, ma in supporto a ragazzi affetti da patologie della voce o del linguaggio scritto e orale o ancora ragazzi a rischio, tentando quindi di riportare il teatro a quella che è la sua genesi. Quando chiediamo quale sia la frase che fa da manifesto alla loro attività, senza alcuna esitazione, Piccolo ci risponde con le parole di Peter Brook: “Grazie a Dio la nostra arte non dura. Per lo meno non aumentiamo le anticaglie nei musei. Lo spettacolo di ieri, oggi è un insuccesso. Se accettiamo questo, possiamo sempre ricominciare da zero”.

Lidia Girardi