Illusione, Gioco e Autenticità del Teatro

IMG_20170629_203445

– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

Foglio n.11

ILLUSIONE, GIOCO E AUTENTICITÀ DEL TEATRO

di Edmondo Lisena

«Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m’avevano data; cioè vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano».
(“Uno, nessuno e centomila”, Luigi Pirandello)

uno-nessuno-e-centomilaFrequentare un corso di teatro non può essere considerata un’esperienza come le altre. Chi scrive ha avuto la possibilità di far parte del laboratorio teatrale tenuto da Melissa Di Genova e Antonio Piccolo, attori della Compagnia Teatro In Fabula, conclusosi con lo spettacolo La Valigia dell’Attore, andato in scena nella serata del 24 maggio, a Lioni (AV).

La rappresentazione dello spettacolo ha lasciato in noi allievi un’altalena di sensazioni: la tensione per il debutto, la gioia della recitazione, l’emozione vissuta assieme agli spettatori, il piacere dei rapporti umani tra i componenti del gruppo teatrale, la passione per gli insegnamenti dei classici del teatro con cui ci siamo confrontati.

Alla fine del percorso svolto ci sembra giusto aprire un piccolo spazio per fare qualche riflessione, che può aiutarci a comprendere ciò che abbiamo realizzato e il tenore delle esperienze che abbiamo vissuto.

Dopo il percorso vissuto con Teatro In Fabula è lecito chiedersi perché frequentare un corso di teatro e, più in generale, quale significato può assumere il teatro nel mondo contemporaneo.

Oggi più che mai negli altri momenti dalla storia, siamo consapevoli di vivere in un’epoca diversa rispetto al passato. L’avanzamento incessante e senza freni della tecnologia, la diffusione capillare dei social, il ruolo egemone dei media, hanno trasformato la società, rendendola sempre più veloce, frenetica, a volte persino irrequieta. Il mantra della nostra vita è correre: corriamo per diventare qualcuno, per primeggiare sugli altri, per affermare il nostro ruolo nella società o sul lavoro, per stare al passo coi tempi, per seguire l’ultima moda. Spesso corriamo senza una meta ben precisa, quasi per inerzia, come se fossimo sospinti da una corrente più forte di noi e ci troviamo a orientare la nostra corsa verso modelli privi di valore, accolti supinamente dal mondo esterno. Ciò è ancor più evidente nel mondo dei social, dove, indipendentemente dalla qualità dei contenuti di ciò che si dice o si posta, la priorità sembra essere diventata la popolarità, ad ogni costo. Parafrasando Gaber, oggi non ha importanza la qualità delle cose che fai, l’importante è farsi conoscere.

Ma qual è il prezzo che stiamo pagando per tutto questo?

Se da un lato la società del benessere ha semplificato il nostro mondo, rendendolo più agiato e confortevole rispetto al passato, dall’altro lato la società dei media ci sta togliendo il tempo e lo spazio per riflettere sui valori autentici della vita. Siamo immersi nella superficialità dell’apparenza e facciamo sempre più fatica a dare un significato valido e sensato ai momenti che viviamo nella quotidianità. La stima degli altri, la conoscenza di sé, l’affermazione in base ai propri meriti e capacità hanno lasciato il posto all’esibizione fine a sé stessa, al narcisismo esasperato, all’estetismo sterile, alla popolarità, spesso vuota e insignificante.

b63

Gli allievi del I anno del Corso di Teatro di Montella (AV)

È proprio in questo contesto che il teatro si ritaglia uno spazio tutto suo, orgogliosamente anacronistico e controcorrente. Fare teatro vuol dire fermare la corsa della società. Quando si smette di correre, quando si esce dal vortice delle vite degli altri e ci si astiene dai modelli imposti e preconfezionati, resta un unico interlocutore: se stessi. Un laboratorio di teatro, anche per chi muove i primi passi in questo mondo, costringe a fare i conti con sé stessi. Il palcoscenico diventa per un attore (o meglio, un aspirante attore!) una sala degli specchi: nulla che riguarda il suo io può essere nascosto, ogni aspetto della sua persona emerge in modo vero e autentico. Autenticità è forse la parola chiave dell’attività teatrale. Un attore può fingere con il pubblico, ma non può fingere con sé stesso. Recitare vuol dire scoprirsi, conoscere il proprio corpo, sorprendersi delle proprie emozioni, coinvolgersi nelle relazioni con gli altri.

Indubbiamente per gli allievi di Teatro In Fabula il corso di teatro è stata un’occasione di svago e di divertimento, ma crediamo che per alcuni sia stato anche un momento per fermarsi a riflettere su sé stessi, lontano dalla frenesia del mondo attuale.

Ogni allievo avrà vissuto il laboratorio in modo diverso, ognuno secondo le proprie inclinazioni, aspettative e interessi. Tutti gli allievi, però, riconosceranno che la partecipazione al laboratorio ha lasciato un segno che va al di là rispetto al mero momento ludico. Nel nostro piccolo abbiamo assaporato il piacere dell’arte teatrale, in alcuni casi abbiamo scoperto aspetti di noi stessi che non sapevamo di avere, in altri abbiamo avuto conferma di ciò che sapevamo di essere.

Il confronto con autori quali Shakespeare, Molière, Cechov, De Filippo, ha portato alla luce le nostre emozioni, le nostre fragilità, i nostri punti di forza, gli aspetti migliori e peggiori della nostra personalità. Nelle opere dei grandi autori abbiamo colto, seppur per un attimo, il valore senza tempo delle passioni e delle emozioni dell’uomo. Come amava ripetere il filosofo medievale Bernardo di Chartres, noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.

Fare teatro è senza dubbio un gioco, che diverte chi vi partecipa. E come tutti i giochi, anche il teatro ha le sue regole. I maestri Melissa Di Genova e Antonio Piccolo hanno sapientemente condotto il laboratorio, riuscendo a trasmettere la loro conoscenza dell’attività teatrale. Il loro insegnamento, però, non si è limitato all’aspetto tecnico della recitazione, si è spinto oltre e ha cercato di dischiudere agli allievi l’essenza del teatro, per quanto ciò sia possibile.

vlcsnap-2019-05-25-15h50m57s962

Applausi per “La Valigia dell’Attore”

Chi scrive, per limiti propri, non sa se il teatro abbia un qualche tipo di essenza né, tanto meno, in che cosa essa consista. Ma assieme agli altri allievi di Teatro In Fabula ha imparato una piccola lezione: se la nostra vita vuole essere autentica non può fare a meno della forza dell’immaginazione e della libera espressione della creatività. Il teatro consente di rompere gli schemi imposti dalla società, uscire dal profilo che, a volte ad arte, a volte in modo spontaneo, ci creiamo tutti i giorni e dare libero sfogo alla nostra personalità creativa. In questo senso il teatro indica la strada per la ricerca della nostra autenticità.

Tornando, dunque, all’interrogativo di partenza: ha senso ancora fare teatro? Fino a quando avrà importanza conoscere sé stessi, scoprire la propria autenticità e farlo divertendosi e divertendo, dubito che il teatro possa perdere il suo valore. La speranza è che anche la società in cui viviamo si renda conto di tutto ciò, si fermi a riflettere su se stessa, prendendo a modello le forme creative e libere della recitazione.

Ha senso, allora, partecipare ad un laboratorio teatrale? La risposta è senza dubbio affermativa.

Farlo poi con Teatro In Fabula ha un sapore del tutto speciale.

 

Corso di Teatro a Montella! Iscrizioni aperte per tutto il mese di novembre

collage per fb

Teatro In Fabula apre a Montella (AV) le iscrizioni al Corso di Teatro per ragazzi e per adulti 2018/19, diretto da Melissa Di Genova e Antonio Piccolo.

PER TUTTO IL MESE DI NOVEMBRE
LA 1ª LEZIONE DI PROVA È GRATUITA!

DOVE
“Centro Studi Danza” a via Don Minzoni n.58, Montella (AV)

A CHI SI RIVOLGE
ragazzi e adulti (13 anni in su)

DOCENTI
Melissa Di Genova, Antonio Piccolo, Giuseppe Cerrone

MATERIE
Recitazione, Voce e Respirazione, Dizione, Linguaggio del Corpo, Movimento Scenico, Improvvisazione, Interpretazione del Testo

QUANDO
da Novembre a Giugno, tutti i sabati
ore 17/20 (ragazzi e adulti dai 13 anni in su)

INFO
tel. 327.855.93.22
info@teatroinfabula.it
facebook: @teatroinfabula
www.teatroinfabula.it

Corsi di Teatro a Montella! OpenDay il 10 novembre

laboratori montella

Teatro In Fabula apre a Montella (AV) le iscrizioni ai Corsi di Teatro per ragazzi e per adulti 2018/19, diretti da Melissa Di Genova e Antonio Piccolo.

OPEN DAY: 10 NOVEMBRE 2018

1ª lezione di prova gratuita!

DOVE
“Centro Studi Danza” a via Don Minzoni n.58, Montella (AV)

A CHI SI RIVOLGE
adolescenti (11-13 anni); ragazzi e adulti (14 anni in su)

DOCENTI
Melissa Di Genova, Antonio Piccolo, Giuseppe Cerrone

MATERIE
Recitazione, Voce e Respirazione, Dizione, Linguaggio del Corpo, Movimento Scenico, Improvvisazione, Interpretazione del Testo

QUANDO
da Novembre a Giugno/Luglio, tutti i sabati
ore 15/17:30 (adolescenti 11-13 anni)
ore 17:30/20 (ragazzi e adulti dai 14 anni in su)

INFO
tel. 327.855.93.22
info@teatroinfabula.it
facebook: @teatroinfabula
www.teatroinfabula.it

“Il grigio”: nuove date inizio 2017

17

Per il secondo anno consecutivo, torna in scena “Il grigio” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, lo spettacolo che ha profondamente emozionato l’anno scorso a Napoli. In scena Antonio Piccolo, per la regia di Giuseppe Cerrone e di Piccolo stesso.

Una storia attuale, di respiro universale, che alterna umorismo e commozione, in cui nessuno può evitare di riconoscere una parte di se stesso.

Ecco gli appuntamenti di questo inizio 2017:

20 gennaio
Acerra (NA) – Teatro Italia
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Info e prenotazioni: 081 520 3174 | 333 315 5417 | www.teatroitalia.it
clicca qui per le informazioni

29 gennaio
Aversa (NA) – Nostos Teatro
Biglietto intero € 12,00
Info e prenotazioni: 081 19 169 357 | 389 24 714 39 | info@nostosteatro.it
clicca qui per le informazioni

Pulcinella a Lioni

S1010007-002

Caro Pulcinella,
troppo a lungo ti abbiamo rinchiuso fra i nostri cliché.
Un giorno, hai tuppuliato alla nostra memoria arcaica e ci hai detto:


– Guagliù, un po’ di fiducia: io, ‘o Teatro, ‘o saccio che d’è.

– Davvero? Allora vieni con noi!
– Io appriesso a vuie? Ma comme arraggiunate? Vuie appriesso a me! Seguite ‘sto nasillo, che non s’è mai sbagliato.

Da qui cominciano Le avventure di Pulcinella di Teatro In Fabula.

Prima tappa >
Pulcinella e la scatola magica
sabato 20 agosto, ore 18 | Lioni (AV), piazza A.Moro

“Variazioni enigmatiche” al Teatro 99posti di Mercogliano (AV)

Teatro in Fabula
presenta

Variazioni enigmatiche

di Eric-Emmanuel Schmitt

7 e 8 novembre 2015
Teatro 99posti – Mercogliano (AV)

10662084_10205456131311357_3856385773595267873_o

regia di Aniello Mallardo

con Gianni Caputo e Mario Troise

scene: Sissi Farina | costumi: Anna Verde | foto: Tiziana Mastropasqua | video: Fabiana Fazio

 

Il 7 e l’8 novembre Teatro in Fabula torna in scena con Variazioni enigmatiche di Eric-Emmanuel Schmitt al Teatro 99posti (via Traversa, 1 – Mercogliano) per la regia di Aniello Mallardo con Gianni Caputo e Mario Troise. La giovane e indipendente compagnia napoletana, dopo il successo di critica e pubblico della stagione passata, riprende uno spettacolo tratto da una delle opere più famose e complesse dell’autore belga, in cui i due protagonisti affrontano l’amore in maniera dialettica. L’amore, che è uno dei temi portanti insieme alla musica e alla solitudine, qui veste i panni di un mistero o, come suggerisce il titolo, un enigma che mostra tante variazioni senza mai disvelare un’unica verità.

LA STORIA

Cosa si aspetta un uomo da un altro uomo?
Nessuno ha mai saputo risolvere il problema:
per questo gli uomini continuano a frequentarsi

Un giornalista della Gazzetta di Nobrovsnik, Erik Larsen, giunge a Rosvannoy, un’isola situata sul mare della Norvegia, per intervistare il premio Nobel per la letteratura Abel Znorko. L’accoglienza dello scrittore si rivela però piuttosto ostile: l’uomo infatti riceve il reporter con due colpi di pistola, palesando immediatamente la sua misantropia. Dopo il primo traumatico impatto, ha inizio l’intervista che si concentra sul ventunesimo libro di Znorko, “L’amore inconfessato”, un epistolario tra un uomo e una donna che, pur amandosi, decidono di viversi solo attraverso la corrispondenza amorosa. Il colloquio tra Znorko e Larsen procede serrato e con continui colpi di scena; si scopre che la donna della corrispondenza è una certa Helene Metternach, concittadina di Larsen, la cui assenza/presenza inciderà profondamente sulla vita dei due uomini. La vicenda assume una piega inaspettata, un mistero si cela dietro l’incontro dei due protagonisti, che gradualmente si rivelano, mostrando le loro reali intenzioni. Che cosa nascondono? Una storia d’amore, un enigma appassionante, avvincente, intenso, fitto di capovolgimenti e sconvolgimenti, destinato forse inevitabilmente a rimanere tale.

NOTE DI REGIA

Noi ci diciamo parole d’amore,
ma chi siamo noi?A chi dici io t’amo?

La piece, scritta da Eric-Emmanuel Schmitt nel 1995, prende spunto da un’opera sinfonica del compositore inglese Edward Elgar, Enigma Variations: «variazioni su una melodia che non si riesce ad individuare, una melodia molto nota ma che nessuno è mai riuscito a riconoscere. Una melodia nascosta che si accenna e poi sparisce. Una melodia che si può solo sognare, enigmatica, inafferrabile, così come il sorriso di Helene». Attraverso le parole di Larsen, l’autore associa il lavoro di Elgar a Helene Metternach, protagonista assente, inafferrabile e enigmatica, ma vero motore dell’intreccio e dell’incontro–scontro tra Znorko e Larsen. Si tratta di una storia d’amore, o meglio, di una trattazione dialettica sull’amore tra lo scrittore e il giornalista che presentano una visione diversa della donna amata, pur riconoscendone, entrambi, un’unica essenza profonda. La messa in scena intende, innanzitutto, conservare la tensione provocata dalla presenza/assenza di Helene, scoprendo lentamente l’enigma e le sue variazioni, attraverso le diverse e continue agnizioni presenti nel testo. Il dialogo sarà colloquiale, quotidiano, pur conservando la poesia del linguaggio. L’azione si svolgerà in un’isola/rifugio di lettere, dunque la casa di Abel Znorko sarà un mondo di carta, un universo isolato nella corrispondenza amorosa.
Tutto si genererà dall’epistolario: la pistola, l’impianto stereo dal quale si diffonderà diegeticamente la “Variazione 9 – Nimrod” di Elgar, la bottiglia e i bicchieri per il brindisi.
Le luci saranno fredde, per restituire l’isolamento volontario di Znorko e l’atmosfera di mistero che avvolge la vicenda.
I costumi e, in genere, la scena tenderanno a decontestualizzare la storia, perché, se è vero che il testo delinea un evento particolare, ambientato in un tempo e in un luogo precisi, è pur vero che restituisce un messaggio universale, senza tempo e senza luogo.

 

VARIAZIONI ENIGMATICHE – Eric-Emmanuel Schmitt

7 – 8 novembre al Teatro 99posti, via Traversa n. 1 Mercogliano (AV)

Orari: sabato ore 20:30; domenica ore 18

Per info e prenotazioni: 338 7980 720 – www.teatro99posti.com

Per richiesta accredito: Gabriella Galbiati galbiatigabriella@gmail.com – 320 21 66 484