Un dramma

Premiato per la Miglior Regia e il Miglior Attore (Fabio Rossi)
all’edizione 2010 de “La Corte della Formica”
(leggi motivazione)

ospite alla XXXII edizione del Benevento Città Spettacolo


Foto di scena | Rassegna stampa


corto teatrale liberamente tratto da un racconto di Anton Čechov

produzione Teatro In Fabula
in collaborazione con Tourbillon Teatro
con Raffaele Ausiello, Irene Grasso, Fabio Rossi
costumi e trucco: Anna Verde
traduzione dal russo e adattamento teatrale: Antonio Vladimir Marino
regia: Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo

debutto > 16 ottobre 2010: Teatro Sancarluccio, Napoli
repliche > 17 ottobre 2010: Teatro Sancarluccio, Napoli / 9-10 settembre 2011: Saloni del Circolo Sociale, Benevento Città Spettacolo / 21 novembre 2012: Teatro Area Nord, Napoli

Fabula
Lo scrittore Pavel Vassilic sta scrivendo un nuovo romanzo, quando il suo domestico Lukà lo interrompe per avvertirlo che c’è una signora che chiede di lui. A malincuore, Pavel accoglie la visitatrice. È la Murashkina, una sua grande ammiratrice, che desidera leggergli il proprio dramma teatrale per avere la sua opinione. La Murashkina prende fiato ed inizia a leggere. Costretto ad ascoltare, Pavel Vassilic finisce per entrare mentalmente e fisicamente nel dramma, tra incubo e realtà…

Note di regia
È Anton Čechov. Non è però una delle sue commedie e nemmeno uno dei suoi racconti più famosi. Eppure, il racconto che dà vita al corto teatrale “Un dramma” ha già riconoscibili alcuni tratti caratteristici dei futuri successi: la presenza di personaggi-emblema di diversi gruppi della società; un narratore che non prende le parti di nessuno oppure prende quelle di tutti, in nome di una grande empatia verso l’umanità tutta; una leggerezza e un’ironia che sembrano suggerire di non prendere mai nulla troppo sul serio. Il compito della regia è allora di una delicatezza estrema: come riuscire a mettere in scena dei personaggi senza indirizzare la simpatia del pubblico verso nessuno di loro in particolare? Come mantenere il senso dell’umorismo cecoviano, eliminando la voce del narratore nel passaggio dal racconto letterario alla messa in scena teatrale? Questa è la sfida da raccogliere, di pari passo con un’altra: fuggire dagli ingiustificati cliché naturalistici, pedanti e vecchi con cui di solito immaginiamo il teatro di Čechov.