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Così parlò Monna Lista / Tako je govorila Mona Liza

26 giugno – ore 21.00

testo e regia Antonio Piccolo

con Stefania Ventura e Melissa Di Genova

e con Antonio Piccolo

voci Valentina Acca, Antonia Cerullo, Sara Missaglia

scene Eleonora Scarponi

costumi Antonella Balsamo

aiuto costumi Roberta Blarasin

musiche Mario Autore

luci Marco Macrini

aiuto regia Marco Di Prima

produzione Golden Show srl – Impresa Sociale

in collaborazione con Teatro In Fabula

Prima nazionale / Prva italijanska uprizoritev

Presso

TEATRO DEI FABBRI, TRIESTE

Via dei Fabbri, 2/A – 34124 – Trieste (TS)

Parigi, 14 giugno 1940. In una sala del Museo del Louvre, di notte, il noto dipinto di Leonardo Da Vinci conosciuto come “Monna Lisa” o “Gioconda” prende vita e parla apertamente con le altre opere d’arte che la circondano. Non senza ironia, si lascia andare a misteriose profezie di sventura, rimbrottando gli esseri umani. Non ha tutti i torti. Da fuori, infatti, si odono i rumori della guerra: fischi, bombe, urla. I nazisti sono alle porte della città, pronti ad invaderla.
Una bella ragazza, intanto, fa irruzione nel museo, entrando da una finestra. È Celestina Peruggia, figlia di Vincenzo, autore del celebre furto della Gioconda del 1911. La vivace ragazza lombarda è al Louvre per ripetere le gesta del padre: vuole rubare il famoso dipinto, per salvarlo dalle mire dei nazisti. Ma non ha fatto i conti con due casi eccezionali: uno, la Monna Lisa è lì, viva, in carne ed ossa, pronta a difendersi, spalleggiata da altre opere parlanti; due, nei corridoi del museo si aggira anche il direttore Jaujard, che dirige le operazioni di salvataggio e di trasporto di tutte le opere d’arte.
“Così parlò Monna Lisa” è un dialogo surreale e brillante, che passa con disinvoltura dal comico al drammatico, e viceversa; è un gioco che si rivolge a più destinatari, adulti e ragazzi, esperti e meno esperti; è uno spettacolo ritmato che comunica sia alla sfera intellettuale che a quella emotiva. Un pretesto per conoscere l’apice e il fondo dell’essere umano, per parlar del senso dell’arte, per usare il genio di Leonardo come arma contro le armi della guerra.